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red bull fingers cross marco aurelio fontana

27 Nov Un sogno diventato realtà

Hey Folks, sono tornato caldo bollente dalla Fingers Cross e per voi che non avete partecipato o seguito il tipo di evento eccovi spiegate un pò di cose visto che le novità erano parecchie…   Avevo in mente da tempo di fare una gara con i drop bars, ma visto che sono patito per il tassello sarebbe dovuta essere un Cyclocross oppure una cosa nuova, magari Gravel. Nello scrivere l’evento a penna era uscita una cosa tipo “in linea” ma nel prendere forma effettiva si è trasformata in point to point. Avevo voglia di qualcosa che scaldasse l’inverno, un pò come le gare di CX, ma più stilosa, bella, e divertente per tutti, senza perdere né lo spirito agonistico e neppure il fatto che in bici, un pò, si deve far fatica. Il nome ce l’avevo fin da subito, Fingers Cross, che nelle mie orecchie ha sempre suonato da Re. Mancava ancora la sostanza… Ecco che arriva l’illuminazione… 10 miglia! Perché non fare una competizione point to point, con tratti gravel, sassi, erba, fresh cut, rive pazzesche and much more ma su una distanza breve ed abbordabile a tutti?!? Ecco che, anche grazie alla Federazione Ciclistica Italiana, abbiamo fatto nascere la prima gara Gravel Point to Point sul territorio Nazionale.   Ad essere sincero in RedBull ne avevamo parlato da parecchi mesi e loro aspettavano solo il mio via per darmi quel supporto magico che si traduce in “concretizzazione di sogni” e di conseguenza in energia da sprigionare. Non sapete quanto è bello passare in ufficio, bersi una lattina e chiacchierare con gli amici alati condividendo idee, progetti e illuminandoci a vicenda. I lavoratori “sporchi” però sono stati gli amici del Lugagnano Off Road che hanno fatto veramente tantissime cose in quel di Vernasca, sede stupenda della gara, tra Comune, tracciatura, ambulanze e altro ancora. Se a fine gara tutti parlavano di “organizzazione perfetta” è gran merito loro. Un grazie speciale a Luciano Vespari che ho letteralmente massacrato giornalmente per qualche settimana.   Con le foto vi aiuterò a capire quante altre cose particolari c’erano all’interno della Fingers Cross ma la prima, e più importante, riguardava lo stile. Ho chiesto esplicitamente di avere una certa ricercatezza nell’abbigliamento, nella bici e nel modo di portarla. Insomma non solo pedalare ma farlo in un certo modo. Per spronare le persone avevo in palio dei premi particolari anche grazie all’aiuto dei miei partners (Bianchi, Alpinestars, Oakley, MrWolfSolve, Gaerne, Ethic Sport, Walbike) che oltre a partecipare ad un pacco gara da fuori di testa (chiedete in giro…) hanno messo cose “hot” per i più cool. C’era una giuria a decidere gli stilosi ed era composta dal Boss Boccellari, la Poliziotta Cinzia, e Gin Ginevra, tre personalità diverse ma che hanno gusto, stile e masticano la bici in modi differenti da anni.   C’erano anche il Fingers Wall, la pozione magica Hot Bull, le griglie in autocertificazione e tante altre cose che sicuramente non vi perderete l’anno prossimo!!!   Per la cronaca dovrei dirvi chi ha vinto tra gli uomini e le donne ma questa è la mia gara e qui conta anche altro quindi have a seat, relax with a cold one e guardatevi la Gallery!   Cheers everyone   #timetteleali #fingerscross   @ foto Photografem - Mondini WELCOME SUN IS OUT, LA GENTE ARRIVA ALLA VERIFICA TESSERE FACCE GIA VISTE...

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20 Nov Il video della Fingers Cross

Hey Fingers, vi ritrovate in queste immagini?!? Sorseggiatevi una Red Bull e gustatevi la clip preparata tutta per voi, mi avete dato una gran soddisfazione!!!” @ #timetteleali Le prime foto della Fingers Cross sono disponibili su www.redbull.com/it-it/Fingers-Cross-le-foto-della-gara...

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marco aurelio fontana-milano-montagnetta bianchi

13 Mar Marco’s news in town

Lads, ecco un paio di cose a freddo che ci tenevo a dirvi post weekend. Correre a Milano trovo sia una cosa positiva, nonostante tutti i caos che sono successi sul campo gara ed appena fuori, certo che bisogna combattere un nemico che si nasconde, che è antisportivo e che pensa solo a rovinarci la festa. Purtroppo questo compito spetta all’organizzazione che si trova davanti un bel da fare e rincorre delle ombre che non hanno faccia, ergo il risultato è quello che è successo. Bici rubate, macchine con vetri rotti, attrezzature fotografiche e non che sono andate disperse per finire con il meno peggio in ambito di danno economico ma pessimo in ambito sportivo, le puntine ed i chiodi sul percorso. Nella sfortuna mi è andata bene, tra le cose successe mi è accaduta solamente l’ultima ahahah!!!! Non so chi sia stato quindi non posso puntare il dito, ma se fossero persone a cui non va giu il fatto che tanti ragazzi giovani al posto di pensare alle cose brutte della vita si mettano a giocare in bici, a tifare e a stare insieme, beh signori pensiamo che durante l’anno alla Montagnetta di San Siro ci sono ben altre cose negative che accadono e non mi va nemmeno di elencarle, mi sono semplicemente state dette alla hall dell’hotel dove stavamo a dormire che dista 3 km dalla gara, una fonte abbastanza attendibile direi. Back to racing, il percorso è cambiato dal 2016 e presentava delle zone di salti belle (quelle in basso, panettone - doppio - panettone) e altre meno belle (difficile pensare di tirare il triplo in alto) e come al solito rampe velenosissime, unica pecca da segnalare il fatto che era meno flow della precedente edizione, a volte “girava” male attorno a piante e alberi. Poco male, la gente se l’è goduto comunque soprattutto in zone come la pietraia prima dell’arrivo dove si ammucchiavano a tifare, bellissimo! Avevo il dorsale #8 quindi pensate a quanti piloti forti c’erano, in ogni caso pronti via ero davanti e la gara l’abbiamo condotta in 3 per 3 giri quando all’attacco di Manuel ho risposto prontamente e siamo rimasti in 4, compresi Marotte e Vogel. Prima di passare al quarto passaggio sento un rumore all’anteriore e capisco di aver bucato anche se la gomma non è ancora sgonfia, passo al box e prontamente mi fermo per cambiare ma allo stesso tempo dico a Daniele (il meccanico) di controllare cosa ha causato la foratura perché sapevo di non aver commesso errori. Il giro dopo mi dice che era una puntina… Beh poco male, per non rischiare che scendesse del tutto ho preferito fermarmi ai box visto che con le gomme che abbiamo ed il lattice sarei stato tranquillo con una spina o una piccola pizzicata, ma sicuramente non al sicuro con un pezzo di ferro che può rovinarti la carcassa sempre di più e con i salti che c’erano sarebbe stato un rischio troppo alto. E’ vero, dopo la foratura non ho recuperato granché anche perché davanti è scoppiata la corsa quando mi hanno visto appiedato e cosi ho terminato la gara un pò nelle retrovie pur mantenendo il primato in classifica. Well, cosa si può fare contro l’ignoranza? Ignorarla!!! Guardiamo avanti, stiamo lavorando benissimo con il team quindi testa alta alla prossima!!! cheers #escilamethanol @  Riding up front  Off camber Close up  Sul podio con l'amico Manuel Greg che guarda male il tipo delle puntine ahahah foto Andrea Pasquali...

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